Ingredienti: 1 litro di latte, 10 uova, 400 grammi di zucchero, 100 grammi di riso, la scorza grattugiata di un limone,  mezzo bicchiere  di liquori misti: strega, anice, alchermes, un pizzico di sale, una noce di burro per ungere la teglia.

Esecuzione:  bollite il latte fatelo raffreddare, nel frattempo cuocete il riso per circa 10 minuti in acqua bollente e salata. Scolatelo e fatelo raffreddare. Rompete le uova in una grossa zuppiera, aggiungete lo zucchero e sbattete con una forchetta, unite la scorza grattugiata del limone, i liquori ed infine il latte raffreddato (fate attenzione a questo particolare perché se il latte è troppo caldo le uova si rapprendono e cambiano anche di sapore). Unite il riso e mescolate il tutto. Ungete una teglia con abbondante burro e  versatevi l’impasto. Cuocete la torta per circa un’ora, verificate la cottura, la superficie dovrà essere di un bel colore bruno-dorato.

La storia:  e’ un uso antico, nasce come torta per utilizzare il latte di pecora e di capra, farro e orzo bolliti, sale e formaggio pecorino. In Liguria la torta continuano a farla salata, nella zona di Massa e Carrara ha subito una variazione diventando dolce. A Montignoso viene chiamata “torta puta” e si usa prepararla in occasione della Pasqua e nasconde nell’origine del suo nome la caratteristica più eclatante e conferma l’origine dei liguri – apuani: infatti questo tipo di torta si scioglie in bocca, si disfa, “puta” deriva dal latino pus-puris, umore biancastro e viscoso “puter, putris” che si disfa, si scioglie, in graco “puto” sciolgo, faccio disfare e nell’antico ligure – apuano “patau’um” della stessa base del latino “pateo” cioè, sbriciolarsi. Soltanto nel paese di Turano, continuano l’antica tradizione di aggiungere il formaggio alla torta anche se dolce.