Ingredienti: 50 grammi di uvetta sultanina, 400 grammi di farina di  castagne, 0,5 litri di acqua, 50 grammi di pinoli, 80 grammi di olio extravergine di oliva, 1 rametto di rosmarino, sale, una noce di burro per ungere la teglia.

Esecuzione: Sciacquate l’uva sultanina e fatela ammorbidire in acqua tiepida. Setacciate la farina in una ciotola, mescolando accuratamente con una frusta., aggiungete l’acqua. L’impasto deve risultare fluido come una pastella. Unite un pizzico di sale e due cucchiai di olio extra vergine di oliva. Ungete con una noce di burro la teglia che deve essere piuttosto larga, l’impasto dovrà essere alto circa 1 centimetro. Versate il composto, cospargetelo con i pinoli, con l’uvetta scolata e asciugata con un canovaccio e con le foglioline di rosmarino. Cospargete la superficie con un po’ d’olio extravergine di oliva e cuocete in forno già scaldato a 200° C per circa 40 minuti. La superficie dovrà risultare croccante e screpolata.

La storia: da secoli l’appennino è coperto da boschi di castagni e la farina ricavata dai loro frutti è stata il “pane dei poveri” che ha sfamato generazioni di montanari. Durante tutto il Medioevo i castagneti erano soggetti a leggi severe che regolavano la raccolta di castagne e la pulizia del sottobosco. La massime espansione si ebbe intorno ai primi del novecento. Le castagne venivano utilizzate in tutti i modi possibili: bruciate, ballotti, mentre con la farina si facevano i necci, delle specie di frittelle,, il castagnaccio con o senza pinoli e rosmarino, e la pattona o polenta, che per le classi meno abbienti sostituiva il pane e veniva mangiata accompagnata a frittate, baccalà, aringhe, ricotta e formaggi. IL tullere o tull’re o tullore è una antica ricetta a base di castagne secche che venivano messe a bagno per due o tre giorni e cotte poi in abbondante acqua. Questa  zuppa si serviva anche con l’aggiunta di latte. I “borgadelli” è una variante dell’utilizzo delle castagne secche cotte in acqua o latte. I castignacci in alcune zone erano chiamati bollenti. La ricetta più comune che ancora oggi è utilizzata è il castagnaccio riportato in questa ricetta, un dolce povero fatto solo con farina ed acqua, al quale le donne aggiungevano altri prodotti raccolti nell’orto o nel bosco, come i pinoli, l’uva passa o uvetta  e la foglie di rosmarino.