Ingredienti per il condimento: 1 Kg di patate, 250grammi di fagioli borlotti, 250 grammi di fagioli canellini, 1 cipolla,1 carota, 1 costa di sedano, 1 rametto di basilico, 1 rametto di prezzemolo, 1 spicchio di aglio, 8 cime di ortica, qualche foglia di erbe di campo, 1 foglia di tarassaco, 1 foglia di malva, un rametto di timo selvatico.

Ingredienti per il soffritto: 50 grammi di olio extra vergine di oliva, 50 grammi di lardo, 2 foglie di cavolo nero, 1 rametto di prezzemolo, ½ cipolla, 1 carota, 1 costola di sedano.

Ingredienti per i Tajarin: 500 grammi di farina, acqua ed un pizzico di sale.

Esecuzione: cuocete in una grossa pentola i fagioli borlotti (se sono secchi vanno tenuti a bagno in acqua fredda per una notte e cotti più a lungo), i fagioli canellini (facendo attenzione alla cottura più breve per questi ultimi) con 4-5 litri di acqua fredda, aggiungete le patatesbucciate e tagliate a pezzettoni, la cipolla, la carota, la costa di sedano tutti puliti e tagliati a pezzi, il rametto di basilico e di prezzemolo, le cime di ortica e le erbe di campo, pulite e fatte a pezzi. Fate prendere il bollore, aggiustate di sale e cuocete a fuoco lento anche per due ore. A parte fate un soffritto con il lardo tritato con la mezzaluna scaldata sul fuoco ( altrimenti il lardo non si taglia), 2 foglie di cavolo nero tritato fine, prezzemolo, cipolla, carota, sedano in olio extravergine di oliva. Si lascia appassire, quando è morbido e inizia a prendere colore si aggiunge mezzo mestolo di brodo della pentola e si fa insaporire. Nel frattempo passate le verdure ed i fagioli in moda avere un brodo denso, tenete da parte dei ramaioli di fagioli. Al passato aggiungete il soffritto cuocete per circa 10 minuti, mettete i fagioli tolti precedentemente e fate riprendere il bollore per qualche minuto. A questo punto il brodo di verdure è pronto per gettarci i tajarin che dovranno solo “alzare il bollore” perché non contenendo uova cuociono velocemente. Servite la zuppa accompagnata da un filo di olio extravergine di oliva e da una generosa macinata di pepe fresco.

La Storia: Quando i tajarin avanzavano era abitudine mangiarli la mattina per colazione. Storia comune a molti piatti della tradizione popolare, mai codificati ma sempre raccontati di madre in figlia. In questo caso è l’orgoglio delle donne del territorio a farci raccontare di piccole differenze che rappresentano l’appartenenza ad una comunità