Ingredienti:  400 grammi di pane raffermo, mezzo bicchiere di oli extravergine di oliva, 3 spicchi di aglio, 60 grammi di pecorino grattugiato, 2 uova a piacere, sale e pepe.

Esecuzione: mettete l’olio in una casseruola e soffriggeteci l’aglio, aggiungete dell’acqua, salate e pepate. Appena l’acqua bolle mettete il pane tagliato a pezzi e cuocete fino ad ottenere una pappa consistente. Togliete il pancotto dal fuoco e condite con pecorino grattugiato e due uova fresche a piacere. Servite irrorando con un filo di olio extravergine di oliva. Alcune varianti prevedono l’utilizzo della salsiccia, della pancetta, delle zucchine e del pomodoro.

La Storia: in questa ricetta c’è tutta la sobrietà della cucina toscana, l’ingegno delle massaie e la dignità della povera gente che conviveva tutti i giorni con la miseria. Infatti questo piatto nasce dalla necessità di utilizzare il pane raffermo. Un po’ d’acqua, i profumi dell’orto e il condimento che si trovava nella dispensa, pecorino fatto con il latte delle greggi ed un uovo fresco di pollaio. Moltele zuppe simili in tutta la toscana, basta pensare all’acquacotta maremmana, ispirata sempre all’utilizzo di ingredienti semplici e di facile reperibilità dove il protagonista è sempre il pane raffermo da ammorbidire dandogli sapore e dignità. A questa “filosofia di cucina” si ispirano anche la zuppa di pane, la pappa al pomodoro, la panzanella,  versioni saporite e sempre diverse per dare dignità ad un avanzo: il pane raffermo.